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In prima linea per un giornalismo coraggioso e appassionato

Almerigo Grilz (Trieste, 11 aprile 1953 – Caia, 19 maggio 1987), soprannominato “Ruga” dai suoi amici, è stato un giornalista italiano di grande coraggio e passione, noto per i suoi reportage di guerra. 

 

Inizia la sua carriera giornalistica dopo una giovinezza trascorsa viaggiando e impegnandosi civilmente. Nel 1982, documenta l’invasione israeliana del Libano e, l’anno seguente, fonda l’Albatross Press Agency con Fausto Biloslavo e Gian Micalessin. Collabora con CBS, NBC e altre importanti testate, coprendo i conflitti in Afghanistan, Cambogia, Birmania, Iran, Iraq, Angola, Mozambico. Nel 1987, in Mozambico, Grilz perde la vita mentre filma un attacco guerrigliero. È il primo giornalista italiano a cadere su un campo di battaglia dalla fine della Seconda guerra mondiale.

 

La scomparsa di Grilz ha lasciato un vuoto nel cuore di molti, che vuole ora essere colmato da questo premio giornalistico. Una rassegna, istituita per onorare la sua memoria, che si propone di incoraggiare e premiare quei giovani giornalisti che, seguendo le sue orme, si distinguono per il loro impegno nella ricerca della verità. Al di là di schemi, propagande e ideologie.

“In mezzo ai guerriglieri, ai soldati, alla battaglia, non pensi mai che verrai colpito. Sei in mezzo per raccontare, vedere, riportare.”

Biografia completa

Almerigo Grilz, nato a Trieste l’11 aprile 1953 e tragicamente scomparso in Mozambico il 19 maggio 1987, è stato un giornalista e inviato di guerra italiano la cui vita e carriera sono state segnate da coraggio e dedizione. Conosciuto tra gli amici come “Ruga”, Grilz è il primo giornalista italiano a cadere su un campo di battaglia dopo la Seconda guerra mondiale, lasciando un’eredità indelebile nel mondo del giornalismo.


La passione di Grilz per il reportage si sviluppa dopo una gioventù trascorsa viaggiando “on the road” e impegnandosi civilmente. La sua carriera giornalistica prende una svolta decisiva nel 1982, quando documenta l’invasione israeliana del Libano e il ritiro palestinese da Beirut. Questa esperienza rappresenta l’inizio di una serie di reportage che lo portaterà nei punti più caldi del pianeta.


Nel 1983, insieme a Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, fonda l’Albatross Press Agency. L’agenzia diventa presto un punto di riferimento per il giornalismo di guerra, producendo servizi scritti, fotografie e filmati dalle aree più calde del mondo. I suoi servizi sulla guerriglia afghana, trasmessi dalla CBS, lo pongono sotto i riflettori internazionali. Continua la sua collaborazione con la CBS documentando, nel 1984, il conflitto tra la guerriglia cambogiana e le truppe governative appoggiate dal Vietnam.


Grilz si distingue per la sua capacità di raccontare storie da angolazioni uniche, spesso mettendo a rischio la propria vita per catturare l’essenza dei conflitti che documenta. I suoi servizi dal confine birmano-thailandese, che mostrano la guerra tra la minoranza etnica Karen e le truppe di Rangoon, fanno il giro del mondo. I suoi articoli vengono pubblicati su testate prestigiose come Avvenire, Panorama, Il Sabato, Rivista Italiana Difesa, Sunday Time, Jane’s Defence Weekly e L’Express.


Nel 1985, Grilz racconta la guerra tra Iran e Iraq per la CBS, realizzando un approfondito reportage sul regime sciita di Teheran. Pochi mesi dopo, si trova in Angola al seguito dei guerriglieri dell’UNITA, documentando la ferocia del conflitto nell’Africa australe. Le sue immagini dal campo di battaglia di Mavinga, disseminato di cadaveri di soldati governativi, mostrano tutta la cruda realtà della guerra.


Nel 1986, Grilz è nelle Filippine per seguire l’attività dei ribelli comunisti durante le elezioni che portarono alla caduta del dittatore Ferdinand Marcos. Collabora anche con il Tg1, la televisione di Stato tedesca Ndr e con Antenna 2. Nella primavera dello stesso anno, è il primo giornalista a realizzare un reportage al seguito dei guerriglieri della RENAMO (Resistência Nacional Moçambicana) in Mozambico. Documenta inoltre l’arrivo dei missili antiaerei Stinger in Afghanistan, che cambiarono le sorti dell’invasione sovietica, e racconta le vicende dei guerriglieri Oromo in Etiopia, impegnati nella lotta contro il regime di Menghistu.


Il 1987 segna l’ultimo capitolo della sua carriera. Ritornato in Mozambico al seguito dei ribelli della RENAMO, Grilz perde la vita all’alba del 19 maggio, colpito a morte da una pallottola alla nuca mentre filma un attacco della guerriglia alla città di Caia. Il suo corpo riposa nella foresta, ma il suo ricordo e il suo impegno nel raccontare storie vere rimangono un patrimonio per tutti gli italiani e per il mondo del giornalismo.


Almerigo Grilz ha lasciato un segno indelebile nel giornalismo di guerra, non solo per il suo coraggio e la sua abilità nel raccontare i conflitti, ma anche per la sua integrità e il suo impegno a fornire una narrazione autentica e mai condizionata. La sua vita e il suo lavoro continuano a ispirare giornalisti di tutto il mondo, ricordando l’importanza di raccontare le storie che, altrimenti, rimarrebbero inascoltate.

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La Marcia dei Ribelli di Almerigo Grilz