I Vincitori della 1° Edizione del Premio Giornalistico Almerigo Grilz
Giovani giornaliste e giornalisti che hanno saputo testimoniare il loro pezzo di realtà vissuto sul campo dei conflitti, armati e ibridi, ad alta e a bassa intensità, che persistono in ogni zona del mondo.
Salvatore Garzillo
La guerra è un evento umano, e tutti gli eventi umani si possono raccontare in modi diversi, anche con i disegni. Dall’inferno della guerra in Ucraina, fra le macerie, in trincea o nei bunker improvvisati dei civili, Salvatore non si ferma per scrivere, fotografare o filmare, ma per tratteggiare la cruda realtà della prima linea, con taccuino e matita: un reportage sotto forma di disegno.
Elia Milani
Lo sforzo e l’impegno di conferire obiettività, equilibrio e il necessario distacco alle cronache di un conflitto dove è diventato estremamente complesso visitare i fronti contrapposti, e in cui emozioni e visioni di parte hanno talvolta la meglio, non solo sull’obbligo di fornire un’informazione corretta, ma anche sull’indispensabile “pietas” per le sofferenze di entrambe le parti. Un lavoro e una missione difficili, che Elia Milani, nonostante la giovane età, svolge con dedizione e correttezza nelle sue quotidiane cronache da Israele e dal fronte di Gaza.
Alfredo Bosco & Luca Steinmann
Luca Steinmann, con coraggio e imparzialità, ha raccontato sin da giovanissimo i conflitti di alcune delle zone più calde del mondo: l’Afghanistan, il fronte russo in Ucraina, la Siria. Grazie a una prosa asciutta e a una costante ricerca di notizie e fonti indipendenti, ha narrato le guerre, e le cause per cui si scatenano, riuscendo anche a descrivere fenomeni come il grande traffico di droga, spesso ignorati dagli altri reporter.
Con le sue foto, Alfredo Bosco non si limita a fermare il tempo in uno scatto, ma da lì parte per andare in profondità. Non si accontenta di quello che può vedere, ma cerca quello che sta dietro ai fatti. E lo fa senza temere le conseguenze. In Ucraina ha segnalato, essendo uno dei primi a farlo, la corruzione che si celava dietro alla retorica dei vertici militari. Per questo, gli è stato ritirato l’accredito che gli permetteva di lavorare.
Karolina Chernoivan
Per la forza e la delicatezza del suo sguardo, capisci che è sua volta vittima di una guerra, la stessa che da oltre due anni ha coinvolto il suo paese di origine. Nonostante sintomo di sofferenza interiore, non con urla le sue immagini: i suoi scatti, piuttosto, raccontano con lucidità. Karolina Chernoivan ha iniziato a lavorare con i giornalisti italiani come fixer in Ucraina. Poi ha capito che sognava una strada diversa, quella del giornalismo di guerra, e ha iniziato a muovere i primi passi dall’Ucraina a Jenin, con la macchina fotografica. A 24 anni, è la più giovane tra i vincitori della 1° Edizione del Premio Giornalistico Almerigo Grilz.